BREVE STORIA DELLA DANZA MODERNA
L'espressione 'Danza
Moderna' è qualcosa di molto
complesso, qualcosa che ci porta lontano, agli inizi
del 1900, quando si verificò in Europa la più
grande rivoluzione all'interno del pianeta 'Danza
Accademica'.
Dalla fondazione dell'Académie de la Danse
(Francia, 1661), fino alla fine del 1800, in tutta
Europa i valori coreici di riferimento erano il tecnicismo
esasperato, il rigore formale e stilistico ad oltranza,
il rispetto scrupoloso di regole codificate.
Tale impostazione produsse senza dubbio opere di prestigio,
portando la tecnica della danza a livelli altissimi.
Per due secoli e mezzo il lavoro di perfezionamento
seguì un solco che sembrava tracciato per sempre.
Agli inizi del '900 si affacciarono sulla scena europea
della Danza due personaggi che, agendo autonomamente
l'uno dall'altro, ne minarono le consolidate fondamenta
e che, con la forza di cicloni incontenibili, spazzarono
via tutte le certezze e i punti fermi fin ad allora
fissati.
Isadora Duncan (1878-1927)
La Duncan era una americana irrequieta. Cominciò
a danzare secondo i canoni della Scuola; ma presto
avvertì un senso di insofferenza per un tecnicismo
che soffocava la libera espressione. Ella contestò
con vigore i princìpi della danza accademica,
accusando la stessa di essere in contrasto con la
spontaneità dei movimenti naturali e con le
ragioni prime che hanno spinto gli esseri umani a
muovere il corpo in armonia con un ritmo.
Serge de Diaghilev (1872-1929)
Diaghilev veniva dalla Russia: era grande ballerino
e uomo di cultura. A Parigi organizzò i Ballets
Russes, operando una originale sintesi fra la danza
ufficiale del suo paese e le innovazioni introdotte
dalle avanguardie, in contrasto con le impostazioni
accademiche.
Le teorie della Duncan non ebbero successo negli USA,
mentre ebbero un effetto dirompente in Europa. Giovanni
Calendoli fa notare che non poteva avvenire diversamente:
"E' logico che in America la contestazione della
Duncan non susciti interesse, mentre determina reazioni
vivacissime in Europa. La polemica negli Stati Uniti
manca del necessario termine di confronto, perchè
una tradizione della danza accademica non esiste."
(Calendoli Giovanni, Storia universale della danza,
Milano, Mondadori, 1985).
Non serve soffermarsi molto sulla vita della Duncan,
che fu stravagante, scandalosa, provocatoria, imprevedibile.
La sua stessa morte (a 49 anni) avvenne per un incidente
quasi incredibile. Era salita a bordo della macchina
da corsa di un amico, a Nizza: fu strangolata dal
suo scialle che rimase impigliato in una ruota della
macchina. Oltre la vita, vissuta nel vento, restano
le sue idee che, pesanti come macigni giganteschi,
contribuirono in maniera decisiva a frantumare regole
e certezze che ormai imbavagliavano la Danza.
Ecco i suoi principi fondamentali:
- ballare a piedi nudi
- liberare il corpo dal tutù
- danzare senza uno schema precostituito
- trovare la fonte dell'ispirazione dentro se stessi
e non nelle fredde nozioni dei maestri
- inventare moduli espressivi direttamente sulla scena
e non negli esercizi alla sbarra
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