LA DANZA CONTEMPORANEA
"Il movimento non
mente mai"
(Dr GG Graham, padre di Martha Graham).
Nietzsche definiva la
“Danza” come l’arte per eccellenza,
ma la danza non è solo dei danzatori, è
un arte comune a tutti i popoli e a tutti i paesi
del mondo e da sempre fa parte della storia e dell’esperienza
umana.
José Gil l’esprime in questi termini:
"Il gesto danzato si proietta all’infinito,
il quale ne diventa la sua condizione. E’
sufficiente immaginare un movimento in tutti i suoi
elementi costitutivi, energia, rapidità,
qualità, come sospeso tra i suoi due capi
d’interruzione, per comprenderne la sua dimensione
infinita…il movimento comincia molto prima
del suo principio e si prolunga al di là
del suo compimento." (José Gil).
Lo spazio che il movimento crea contiene una parte
d’invisibile costantemente tangibile : l’istante
visibile suggerisce tutto ciò che nono vediamo.
Tale parte d’invisibile che precede e succede
il movimento ci porta a sondare sulla sua dimensione
infinita e ancor di più lo spazio infinito
che esso abita( Sophie Berrué).
TEATRO DANZA
Pina Bausch, un’artista delle contaminazioni
di linguaggio, nel novembre 2002, ricevendo la laurea
presso l’Università di Bologna, ha
pronunciato un discorso davvero significativo.
La Bausch sostiene che nell’azione di danzare
la tecnica è solo una condizione iniziale,
una componente di un insieme di fattori necessari.
«Danzare deve avere un fondamento diverso
dalla pura tecnica e dalla routine. La tecnica è
importante, ma è solo un presupposto»
(Pina Bausch, Il ballo che è dentro tutti
noi, «la Repubblica», 20 novembre 2002,
p. 38). E prosegue: «Certe cose si possono
dire con le parole, altre con i movimenti. Ma ci
sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole,
completamente perduti e disorientati, non si sa
più che cosa fare. A questo punto comincia
la danza».
DANZA CONTEMPORANEA
La nuova danza si fa sempre più variegata.
Quel che noi conosciamo come danza contemporanea
presenta un’enorme quantità di sfumature,
dove si mescolano elementi di varie tecniche e stili
con movimenti presi dal quotidiano, “trovati”
e liberamente rielaborati dal danzatore a partire
dal mondo in cui vive. Ciò apre nuove e illimitate
prospettive anche all’uso pedagogico della
danza (Eugenia Casini Ropa).
Nell’ambito artistico, nasce la concezione
“moderna” della danza, una visione espressiva
in cui “ogni uomo è un danzatore”
(Rudolf Laban), perché ogni uomo può
idealmente trovare il proprio ritmo, la propria
armonia, il proprio linguaggio corporeo poetico
e creativo.
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