Il watsu
Disciplina recente, il watsu, è
a tutt’oggi praticato in poche centri
specialistici ed attrae un numero sempre maggiore
di adepti.
Le ragioni di tanto interesse sono da ricercarsi
nell’unione dei benefici della tecnica
shiatsu alla presenza dell’acqua, ambiente
in cui si pratica.
Secondo la medicina orientale l’immersione
in acqua favorisce la circolazione del Ki, l’energia
vitale, lungo i canali meridiani, gli stessi
interessati dall’agopuntura.
Con l’aiuto di un istrutture, il watseur,
il corpo, in immersione, rilassa tensioni e
blocchi fisici ed emozionali, che attraverso
tecniche di allungamento e di digitopressione
vengono a sciogliersi più facilmente,
la muscolatura si distende e le articolazioni
si rilassano.
Inoltre il corpo sentendosi libero di fluttuare
nell’acqua compie movimenti involontari,
i body waves, attraverso
i quali riesce ad entrare in una sorta di trance
acquatico.
Luogo ideale per la pratica del watsu è
una piscina con acqua termale,
dove la percentuale di cloro e disinfettanti
chimici è ridotta, mentre abbondano minerali
quali il calcio, il sodio ed il magnesio.
La profondità della piscina non supererà
i 120-130 cm, mentre la temperatura ideale è
di circa 35°.
La pratica del watsu è consigliata a
persone con problemi locomotori,
poiché agisce su muscoli ed articolazioni
con miglioramenti nella postura.
Inoltre vi possono ricorrere soggetti che soffrono
di trofismo locale, agendo sulla circolazione
periferica. Effetti benefici si riscontrano
in soggetti con affezioni
alle vie respiratorie, in soggetti che
accusano stati d’ansia
e di stress, nonché
nelle donne in gravidanza.
È inoltre utilizzato in soggetti che
sono stati vittime di abusi, sia fisici che
mentali, ed in casi di dipendenza da farmaci
e droghe.
In ambito agonistico viene
utilizzato nella preparazione delle squadre
di nuoto.
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