Cambia l’Italia, e cambiano le abitudini degli
italiani.
Termini come fitness,
wellness,
leisure
hanno fatto ingresso stabilmente nel nostro vocabolario.
Sembrano trascorsi lustri da quando l’unica
modalità per mantenersi in buona forma fisica
era la corsa in bicicletta, o a piedi, della domenica
pomeriggio. Eppure non sono passati più di
dieci anni!
Senza dubbio, la scoperta del benessere rappresenta
una delle ultime importanti evoluzioni sociali. Verso
la fine degli anni ’90, gli aspetti ludici ed
agonistici dello sport hanno cominciato a segnare
il passo, soppiantati da una nuova concezione dell’attività
sportiva, strettamente connessa ai benefici fisici
da questa prodotti.
Quali le ragioni?
Certamente lo stile di vita: sedentarietà,
stress,
alimentazione sregolata
hanno indotto gli italiani a prestare maggiore attenzione
al wellness, soprattutto nell’ottica della prevenzione
sanitaria.
Non si nega, comunque, che lo sviluppo del settore
sia tuttora favorito dal progressivo invecchiamento
della popolazione della penisola. In Italia, secondo
una stima del Censis, il
50 % dei frequentatori di centri fitness è
costituito da individui di età compresa fra
i 16 e i 24 anni, il 35 % ha un’età fra
i 25 e i 55 anni, il 15 % supera i 55 anni.
I dati, a prima vista, confermano solo parzialmente
l’assunto di cui sopra. Tuttavia, il trend numerico
dei giovani (16-24 anni) sembra orientato ad una relativa
stabilità, mentre, nei prossimi anni, è
prevista una fortissima impennata di adesioni da parte
di adulti e, soprattuto, anziani.
L’esplosione del fenomeno wellness è
anche la conseguenza di una civiltà
sempre più edonistica, che
ricerca nell’attività sportiva il miglioramento
del proprio aspetto fisico.
La Swg ha recentemente compiuto uno studio, a campione,
sulla popolazione italiana, chiedendo agli intervistati
di aderire o meno ad una serie di affermazioni.
Questi i risultati:
“Sport come ambiente sociale sicuro” ha
ottenuto il consenso del 36 % dei soggetti campione,
“Sport come ricerca continua di superamento
di sè, rischio, rottura dei limiti” il
43,3 %, “Sport di squadra come fattori di benessere
e di socializzazione” il 45,3 %,“Sport
come luogo di opportunità e regole per tutti”
il 55,1 %, “Sport come volano di bellezza, giovinezza,
sessualità” il 69,9 %,“Sport come
recupero della dimensione naturale e saldatura con
quella istintuale” ben il 77,8 %.
Gli italiani, pertanto, identificano nello sport e
nell’attività fisica il miglior viatico
verso il beautyness e il ritorno ad una dimensione
più naturale.
Quello che, comunque, deve far riflettere sulle enormi
potenzialità di tutte le attività legate
a doppio filo con la cultura del corpo, è il
dato sulla spesa sostenuta dagli italiani per il wellness.
Secondo un’elaborazione Censis su dati Seat,
Grant Thorsten e Federterme, il mercato del benessere,
ogni anno, non scende sotto i 20 miliardi di euro.
Centri estetici,
toileitres
e cosmesi
applicata abbracciano, da soli, il 35,8 % delle somme
complessivamente spese. Seguono le terme
(18,9 %), fitness,
palestre
e tecnologie connesse (17,2 %), alimentazione
biologica ed integratori
(8,6 %), al pari di medicina e salute (omeopatia,
fitoterapia,
erboristeria,
ecc...), bioarchitettura
ed arredi ergonomici (5,2 %), agriturismo
e beauty farm
(2,6 %), intrattenimenti danzanti (2,4 %) e parchi
divertimento (0,7 %).
Ma non basta. Nonostante la sconfinata offerta di
attività sportive e motorie garantite nel territorio,
le prime undici discipline, per numero di praticanti,
raccolgono, da sole, l’88,1 % dell’intera
domanda di sport. E al primo posto, si colloca
proprio il fitness, con il 39,9% di
praticanti, seguito, con un distacco di ben 14,2 punti
percentuale, da calcio e calcetto (25,7 %). Inoltre,
al 4° posto, si colloca il jogging/running/footing,
con il 10,1 %, anch’esso assimilabile, almeno
a livello motivazionale, al wellness. Questo significa
che uno sportivo italiano su due (39,9 % del fitness
più il 10,1 % del jogging) va considerato,
a pieno titolo, un fruitore reale di wellness activities.
E non va trascurata il bacino, di dimensioni spropositate,
costituito dai fruitori potenziali, ovvero da coloro
che, puntando sulle giuste leve, possono avvicinarsi
al settore.
Possiamo, pertanto, considerare il wellness il cavallo
vincente del segmento sportivo per i prossimi anni:
non è dato saperlo con precisione assoluta;
quel che è certo, è che si tratta di
un purosangue su cui puntare.
A cura di Giovanni
Albanese
giovanni.albanese@consulenzasportiva.it
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